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febbraio 11, 2021 7 min read

LE 7 STORIE D'AMORE PIÚ FAMOSE SUL LAGO DI COMO

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Ph. Infinityweedings

“Quando scrivi la storia di due felici innamorati, scegli come ambientazione le rive del Lago di Como […] La freschezza delle acque tempera il calore del sole; notti voluttuose seguono giornate splendide”.

Queste le parole del compositore e pianista ungherese Franz Liszt nel descrivere l'atmosfera che si respirava sul Lago di Como, luogo in cui soggiornò con Marie D'Agoult negli anni '30.

La contessa scrittrice, conosciuta a Parigi nel 1833, abbandona per lui il marito e le due figlie e intraprende un lungo viaggio-fuga d'amore tra la Svizzera e l'Italia, da cui nascono due opere letterarie (l'Album d'un voyageur e Années de pèlerinage) e tre figli Blandine, Daniel e Cosima, che in seguito avrebbero sposato il musicista Wagner.

Quello che Liszt non sapeva era che prima di lui qualcuno aveva già tessuto le lodi del lago, seduttore delle menti più brillanti e appassionate dei secoli passati: da Virgilio a Plinio il Giovane, da Napoleone a Mazzini. Ad un certo Alessandro Manzoni, che decise di aprire così la sua opera principale:

“Quel ramo del lago di Como, che si estende verso meridione, è racchiuso da due catene ininterrotte di monti, i quali, avanzando e recedendo, diversificano le sue sponde con numerose baie e insenature. petti e golfi, a seconda della sporgenza e del ritorno di quelli [...] e l'Adda ricomincia — per riprendere presto il nome del lago, dove le sponde rientrando di nuovo, permettono all'acqua di estendersi e diffondersi in nuovi golfi e baie.”

La tormentata storia d'amore dei Promessi Sposi, durante la peste del Seicento, inizia proprio intorno al Lario, scenario di tante storie romantiche, non solo frutto della fantasia…

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Ph. Meteorit                                                                                                                                                

UGO FOSCOLO E FRANCESCA GIOVIO

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Ph. MyLakeComo 

Nella zona denominata "Grumello" sulla strada per Cernobbio ea due passi da Villa Olmo, molte famiglie nobili costruirono magnifiche residenze affacciate sul lago a partire dal XV secolo. Tra queste Villa Celesia, edificata nel XVI secolo per volere del banchiere Tommaso d'Adda.

Uno dei suoi proprietari fu Giovan Battista Giovio, intellettuale che amava circondarsi di artisti e uomini illustri. Nel 1809 ospitò il poeta e scrittore Foscolo, già noto come protagonista romantico e militante politico.

Quest'ultimo, perseguitato dall'assenza di una fede religiosa, si credeva incapace di trovare la felicità nell'amore di una donna. Ma il cuore, come sappiamo, non si può comandare: il poeta si innamorò proprio qui, della figlia più giovane del conte Francesca, soprannominata “Cecchina”.

Una storia piena di dubbi, palpiti e sguardi, che si è fatta sempre più intensa:

[tornando] una sera a Grumello e guardando il lago, le colline e la casa dove ti avevo visto la prima volta, e pensando che presto dovevo lasciarli, la mia voglia di abitarci sempre non ti distingueva dai luoghi e persone che mi erano diventate così care.

Un amore "delicatissimo, eterno" che non ha avuto un lieto fine per l'ostilità della famiglia Giovio: "Ho bisogno di dirti che ti amo, di dirti che non potrò mai essere tuo". I suoi "parenti" avevano infatti promesso la ragazza a un colonnello francese diciannovenne, che lei sposò a malincuore l'anno successivo.

EMILIO BARBIANO BELGIUMJOSO E ANNE BERTHIER

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 Ph. Wikipedia

A Torno, sulla sponda destra della sponda occidentale del lago, sorge la solitaria Villa della Pliniana, edificata nel 1573 partendo da un edificio più modesto. Un luogo magico e spettrale, per via del suo isolamento e del suo passato oscuro. Il primo proprietario fu l'aristocratico piacentino Giovanni Anguissola, giunto a Como dopo aver partecipato all'omicidio del concittadino Pier Luigi Farnese, duca di Piacenza.

Secondo la leggenda, il conte fu perseguitato ogni notte dal fantasma dell'ucciso, finché un giorno, nel tentativo di catturarlo, scivolò in acqua e non ne riemerse più.

Pochi secoli dopo, proprio in questo luogo si svolse la più chiacchierata storia d'amore del lago.

Tutto ebbe inizio nel 1843, quando il proprietario Emilio Barbiano di Belgiojoso d'Este si recò ad una festa a Parigi e conobbe la nobildonna Anne Berthier, già sposata e madre di un bambino. I due si innamorarono perdutamente e improvvisamente scapparono insieme, provocando un enorme scandalo.

E qui, in una villa dalle "stanze piene d'ombra, che sembrano mute camere sepolcrali di un castello di sovrani scomparsi" vissero per 8 anni, dedicandosi unicamente al piacere.

Si narra che ogni sera al rintocco della mezzanotte gli innamorati si gettassero dall'alto della loggia nel lago avvolti in un lenzuolo bianco. Gli abitanti della sponda opposta, credendo di aver visto un fantasma, pensarono subito al Conte Anguissola o alla sua vittima Duca di Piacenza.

I due amanti rifiutarono ogni tentativo di ricongiungersi con Parigi o con la corte risorgimentale, finché un giorno Anna abbandonò il principe nel sonno e fuggì dalla villa. Tuttavia, la leggenda vuole che abbia comprato una casa sull'altra sponda del lago, per non dimenticare il luogo della sua più grande passione.

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Ph. Lakecomo ville - Altervista

ALBERT EINSTEIN E MILEVA MARIC

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Ph. Enciclopedia delle Donne 

"Devi assolutamente venirmi a trovare a Como, mia piccola strega. Vedrai di persona come sono diventata vivace e allegra e come tutto il mio cipiglio è passato".

Nell'aprile del 1901 Albert Einstein invitò Mileva Maric, intellettuale nota all'università, a una breve vacanza sul lago, per farsi perdonare di averla trascurata.

Si sono dati appuntamento il 5 maggio alla stazione ferroviaria per passeggiare per le vie del centro "ammirando la cattedrale gotica e la vecchia città murata" e prendere, come tante altre coppie, "una delle magnifiche barche bianche che vanno e vengono da una banca all'altra”.

Si recarono a Villa Carlotta per ammirare la copia di "Cupido e Psiche" del Canova e poi, dopo aver passato la notte in una locanda, partirono per un'escursione in montagna, trovando neve "alta fino a sei metri". Così hanno noleggiato una slitta "del tipo in uso lì, che ha appena spazio sufficiente per due persone innamorate, mentre l'autista è dietro, in piedi su un tablet, che chiacchiera tutto il tempo e ti chiama 'signora'", Maric in seguito scrisse ad un amico: "Riesci a immaginare qualcosa di più bello?"

Mitza Maric era il più grande amore di Einstein e qualcosa di più, la donna che lo ha ispirato e incoraggiato a creare la formula che avrebbe cambiato il mondo.

Era malaticcia e zoppicante, era diversa dalle altre ragazze: più interessata ai numeri che al matrimonio.

In quell'estate del 1901 rimase incinta della prima figlia Lieserl e non riuscì a superare gli esami all'Università di Zurigo, rinunciando così al sogno di diventare una scienziata.

Tuttavia, partecipò in modo decisivo all'opera di colui che divenne suo marito nel 1903. Lo stesso Einstein disse in quell'anno "Ho bisogno di mia moglie. Lei risolve tutti i miei problemi matematici."; "Come sarò felice e orgoglioso quando avremo portato a termine con successo il nostro lavoro sul moto relativo! Quando osservo le altre persone, apprezzo sempre di più le tue qualità!".

IL CRIMINE DI ERMIN: PIA BELLENTANI E CARLO SACCHI

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Ph. Vanilla Magazine

Sarebbe bello credere per sempre nel lieto fine... ma almeno una volta nella vita tutti siamo stati colpiti (o attratti) da un amore complicato, così difficile e così coinvolgente da interessare anche chi non l'ha mai vissuto.

Questa storia è un chiaro esempio.

Pia Bellentani nasce nel 1916 a Sulmona, in provincia dell'Aquila. La più giovane di sei figli, era colta, cattolica, amante dei romanzi rosa e della poesia. Sognava il principe azzurro.

Negli anni la sua famiglia si è guadagnata un buon posto nella borghesia abruzzese, e lei ha potuto permettersi un lusso concesso a poche volte: le vacanze a Cortina d'Ampezzo.

Durante uno di questi soggiorni Pia conosce Lamberto Bellentani, scapolo quarantenne e salumiere innamorato dei suoi occhi azzurri e dei suoi capelli corvini. Si sposarono quella stessa estate in pompa magna e nel 1941, durante la guerra, si trasferirono a Cernobbio con le figlie. Un tranquillo e monotono ménage familiare per Pia, che, spesso sola in casa, è caduta tra le braccia di un altro uomo, l'industriale comasco Carlo Sacchi, a sua volta sposato con un ex ballerino austriaco.

Lui era un seduttore seriale, lei una malinconica sognatrice, c'era una storia avvincente tra due opposti, non destinata a durare: mentre lei fantasticava su scappatelle romantiche, lui iniziò subito una nuova relazione. Passione, gelosia, minacce, fino a quella sera del 15 settembre 1948 al Grand Hotel Villa d'Este di Cernobbio, in occasione di una sfilata. I coniugi Bellentani si ritrovarono alla stessa tavola dei Sacchi, accompagnati da Mimì, la nuova amante di Carlo. Dopo averli visti ballare insieme tutta la sera a Pia aumentò l'esasperazione. Prima di partire la sera lo affrontò un'ultima volta al bar, portando con sé la rivoltella del marito, nascosta sotto la pelliccia di ermellino.

L'ha schernita e insultata con indignazione, fino a quando il suo orgoglio ha preso il sopravvento su di lei e ha sparato un colpo secco al petto, uccidendolo. Ha poi rivolto la pistola contro se stessa, ma il suo grilletto si è inceppato, lasciandola in preda all'isteria.

Il processo a Pia Bellentani monopolizzò le cronache dell'epoca e si concluse con una condanna a dieci anni di carcere, di cui tre condonati e altri tre trascorsi in una casa di cura. Il 23 dicembre 1955, la contessa fu graziata dal Presidente della Repubblica e tornò in Abruzzo, dove l'aspettavano la madre e le due figlie. Il marito Lamberto, che rimase sempre al suo fianco, morì poco dopo a Montecarlo.


VIP STORY IN TREMEZZINA

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Ph. GHT


Le storie d'amore ambientate sul Lario non sono certo finite nel secolo scorso. Anche oggi possiamo continuare a sognare... Silvio Vettorello, Direttore Generale del lussuoso Grand Hotel Tremezzo, location unica nel comasco, ci dà un ottimo indizio.

Il protagonista della sua storia è un ospite, che stava volando in Scozia sul suo jet privato in compagnia della sua ragazza. "Errore" vuole che il pilota sia atterrato invece a Milano, dove la coppia era attesa da un elicottero diretto alla Tremezzina. La meta a sorpresa è stata infatti lo splendido Hotel Liberty GHT, all'interno del quale era pronta per loro una bellissima suite insieme ad un angolo chiamato "dimmi di si" con tavolo privato immerso nel giardino e una vista mozzafiato sulle acque cristalline verso Bellagio e le vette delle Grigne. Proprio qui l'ospite ha fatto la sua proposta di matrimonio, che ha spiazzato la fidanzata (che era pronta per Glasgow e le Highlands). Come in una favola dell'ultimo minuto del nuovo millennio, sono venuti a sposarsi proprio lì in quella stessa cornice, dove amano ancora tornare ogni tanto con i loro due figli.

Hai una storia d'amore o una tua preziosa storia, ambientata sul Lago di Como? Non esitare a scriverci, la prossima storia potrebbe essere la tua❤️


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